capo verde
- STORIA -
Dalle documentazioni ufficiali si fa risalire la scoperta di queste isole al 1460, per opera dell'italiano Antonio di Noli e del portoghese Diogo Gomes, tuttavia studi più approfonditi, attribuiscono ad altri navigatori italiani, Alvise da Cà da Mosto e Antoniotto Usodimare, il primo sbarco in queste terre, nel 1455. Capo Verde si presentava agli occhi dei marinai interamente coperta da una fitta vegetazione tropicale che contrastava con le rocce vulcaniche nere e con l’azzurro del mare. Le isole dell'arcipelago divennero importanti non tanto per la loro bellezza, quanto per la comodità dello scalo delle navi che trasportavano gli schivi alla volta dell'Europa e dell'America.

Nel frattempo i primi portoghesi avevano importato in quelle terre la coltivazione della vite, ottenendo un vino di ottima qualità. Tuttavia i coloni portoghesi introdussero un’agricoltura poco adeguata che nel giro di poco tempo portò alla distruzione del suolo fertile. La limitazione dell’attività agricola causò emigrazione di massa di gran parte della popolazione soprattutto verso la Guinea Bissau, il Mozambico, il Senegal e il Brasile.

Il disboscamento peggiorò la situazione, distruggendo lo strato di vegetazione che conferiva umidità al terreno. Le conseguenti carestie causarono la morte di circa 100.000 persone. Durante tutti i periodi di siccità il governo portoghese non intervenne e non portò alcun tipo di aiuto. Un nuovo duro colpo, all’economia delle isole fu sferrato dal declino della redditizia tratta degli schiavi nel XIX secolo. Alla fine del XIX secolo, grazie all'avvento dei transatlantici, la posizione delle isole lungo le rotte di navigazione dell'Atlantico permise all’isola di Capo Verde di divenire una delle più importanti basi per il rifornimento di carburante, acqua e bestiame.

Nonostante gli abitanti di Capo Verde fossero trattati male dai loro colonizzatori, ricevevano un trattamento migliore rispetto agli africani residenti in altre colonie portoghesi. Basti pensare che Capo Verde fu la prima colonia portoghese ad avere una scuola superiore grazie alla quale un terzo della popolazione poté imparare a leggere.

Alla fine questa nobiltà d'animo si ritorse contro i portoghesi, poiché gli istruiti abitanti dell'arcipelago si resero conto delle pressioni su di loro esercitate e si unirono ai nativi della Guinea-Bissau in un movimento per l'indipendenza. Nel 1975 Capo Verde ottenne finalmente l'indipendenza dal Portogallo. Purtroppo la siccità che continuava ad infliggere il Paese, rese indispensabile gli aiuti alimentari dall’estero.

Nel 1991 si tennero le prime elezioni pluripartitiche dalle quali uscì vincitore il Movimento para a Democracia (MPD) che ricevette l’incarico di formare il nuovo governo sotto la guida di Carlos Veiga, in qualità di primo ministro, e di António Monteiro, presidente. Negli anni '90 la lenta crescita economica conseguente alla siccità provocò una scissione all'interno dell'MPD e uno dei politici fuorusciti fondò un nuovo partito. Nel 1997 un ennesimo periodo di siccità distrusse oltre l'80% dei raccolti di frumento delle isole. Alle elezioni presidenziali e parlamentari del 2001 sono stati eletti un nuovo presidente e un nuovo primo ministro.

Il governo per la prima volta negli ultimi vent'anni ha chiesto aiuto all'agenzia delle Nazioni Unite per l'alimentazione mondiale denunciando la drammatica scarsità dell'ultimo raccolto che ha costretto diverse famiglie a nutrirsi delle proprie riserve di semi, cosicché non hanno più nulla da piantare per il prossimo raccolto.